lunedì 1 febbraio 2010

e ora subentra la rabbia

Non sono arrabbiata, direi che sono incazzata nera.
ieri ho versato fiumi di lacrime... poi ad un certo punto mi sono chiesta perchè piangessi e mi sono accorta che piangevo perchè stavo rivivendo tutta la situazione, i suoi imperituri silenzi, i suoi mancati abbracci, i suoi mancati "ti amo", e il suo comportamento continuato nel tempo che mi ha portato a parlare per lui.

e stamattina ripensavo che nelle sue storie passate lui ha sempre fatto così.
gli sono sempre venute le crisi e le ha sempre risolte scappando, ci ha sempre riprovato e poi dopo un po' sono sempre finite, con doppia sofferenza, sia nella "pausa di riflessione" sia dopo alla fine.

E poi, porcaccia di quella miseria, ma se uno sente che il proprio amore gli sta sfuggendo di mano, se senti che la stai perdendo, ma non ti viene un moto interiore che ti fa agire per non perderla? No che fa lui? mi chiede un mese di tempo per pensare!? che cazzo deve pensare?

e come ha detto giustamente mio padre ieri: "certe cose non dovrebbero succedere mai, già il fatto che siano successe una sola volta è sintomo che la storia non va, e così si mettano le basi perchè possano succedere di nuovo."
Grande Papino, hai proprio ragione.

Allora qui entro in gioco io. Solo io posso prendere decisioni su di me e allora spetta a me solo agire. Quindi appena si sarà sfogata questa rabbia lo chiamo e gli dico che andasse a farsi un bel giro a quel paese, prendesse tutte le sue cose da casa mia e se ne trovasse una nuova.
tanto chi nasce tondo non muore quadrato..

sabato 30 gennaio 2010

se n'è andato...

per un mese.
Una pausa di riflessione che mi ha chiesto per non perdere tutto quello che abbiamo costruito finora.
Il fatto è che io non ho mai creduto alle pause di riflessione,mi sembrano una gra cazzata, a dirla tutta.
però in fondo in fondo spero che lui si ravveda e capisca che senza di me non può vivere.
Sì lo so credo nelle favole, o forse ho una fiducia che da una certa parte ci sia la felicità anche per me.

mercoledì 27 gennaio 2010

mi rimane solo da scrivere...

Scrivo perchè posso fare solo questo.
Se mi dovesse capitare di aprire bocca penso che scoppierei in un pianto a dirotto e direi che mi trovo nel posto meno conveniente per una reazione simile.

Alla fine ci siamo arrivati.. alla fine ieri gli ho detto tutto quello che pensavo. NOn mi è uscita neppure una lacrima. Per la prima volta ha dormito sul divano. Da oggi comincerà a cercarsi una nuova casa. Sarà devastante, ma così non si può andare avanti. GLi ho parlato, forse anche troppo, ma sono stata contenta di averlo fatto, in fondo sono fatta così.. e per me è già stato faticoso far rispettare i miei sentimenti.
Gli ho fatto presente che tutto questo l'ha voluto lui, che io non avrei mai pronunciato certe parole se lui non mi avesse, con i fatti, già lasciata.
Mi è pesato comunicare una decisione non mia, ma ero stanca, troppo stanca, di avere accanto una persona che non mi ama come si dovrebbe, che non mi desidera come si dovrebbe, che ragiona da solo e mi comunica le sue decisioni senza condivisione.

Il bene che mi voglio me lo posso volere solo da sola. Se lui non mi rispetta, io non posso far finta di nulla.

Non so che succederà.
So che stanotte dormire in letti separati mi ha fatto bene, mi è sembrato strano anche sentirmi serena e soddisfatta della decisione.
E' pure vero che sapevo che lui era nella stanza accanto e stamattina, comunque l'ho abbracciato.. ma va bene così.

So anche che se ne andrà, forse già stasera, o forse nel week end. Rimanere sarebbe una tortura, per lui e per me...

Non so se sarò pronta nel momento in cui succederà, ma so che sarà comunque una sofferenza limitata nel tempo, comunque vadano cose.

In tutto questo lui non ha pronunciato una parola. Mi ha ascoltato, so che ha registrato ogni singola parola, ma ha semplicemente detto che ha bisogno di pensare da solo a quello che sta succedendo.

E allora che pensasse pure.
Tanto le cose vanno in una sola direzione, quella in cui devono andare.

venerdì 15 gennaio 2010

che bello!!

per mesi non sono riuscita a postare nulla.. ora sono riuscita a loggarmi di nuovo dal pc dell'ufficio..
gennaio è arrivato e nulla è cambiato.
tranne che io sono sempre più arrabbiata, questa volta con me stessa che sogno di mandarlo via da casa mia, ma poi al dunque trovo sempre una scusa o una giustificazione per non dire nulla e alienarmi dentro una storia che non mi arricchisce...
sento che la fine è vicina, ma poi non la concretizzo mai.
sono stata male, davvero, eravamo sul punto di lasciarci, poi lui è venuto da me a dirmi "Voglio te, voglio stare con te, riproviamoci" e io come una alloca innamorata l'ho lasciato rimanere, mi sono aggrappata alle parole, aspettando i fatti che non sono arrivati.
lui è il classico uomo Acquario che vuole la libertà e le cose strane.. non convenzionali.. io sono troppo buona, anzi direi COGLIONA... e lui se ne approfitta.
devo riuscire a tirarla fuori questa rabbia e agire non più parlare...

lunedì 23 novembre 2009

in attesa di gennaio

Ci ho parlato, giovedì, non avrei potuto aspettare un giorno di più non sarei riuscita a dormire ancora...
Ho preso coraggio e gli ho detto praticamente tutto quello che gli volevo/dovevo dire..
non ultimo il fatto che deve trovarsi qualcuno con cui parlare perchè non possiamo andare avanti così.
Lui ha accettato, ha detto che da gennaio andrà in terapia per imparare ad amare.
Stavo per contrattare i soldi da restituirgli per le cose comprate insieme.
Sono stata chiara e dura, ma ero davvero stanca. Lui dice che la sua "abulia in amore" gli deriva dalla famiglia dall'educazione... certo non lo metto in dubbio, ma io mi sono sufficientemente analizzata per capire dove sono io e dov'è la mia famiglia, quindi forse sarebbe ora che a 45 anni capisca anche lui che vuole fare della sua vita.

Dopo la chiacchierata non è che sia cambiato un granchè, lui rimane molto chiuso nelle sue manifestazioni d'affetto, io sono la solarità fatta persona.. e mi sento più forte.
Gli ho detto che gli starò vicino, ora dovrò solo aspettare gennaio e vedere se mantiene le promesse, che allora potrò dire di aver fatto tutto il possibile e anche di più per noi... e non avrò rimpianti

venerdì 6 novembre 2009

dubbi e certezze insieme

Ho scritto che sono sicura che non ce la farà a reggere l'urto...
e vorrei tanto che questo fosse solo un dubbio..
Mercoledì ho fatto la mia seduta mensile dalla psicologa.. ci vado ancora ogni tanto per capire in che direzione vado, è qualcosa che mi è servito molto e mi continua a servire in ogni ambito della vita. E mi scopro sempre una persona nuova.
Le ho raccontato tutto quello che mi è successo in questo mese, cosa ho provato, cosa ho detto, come ho reagito e mi sono stupita io per prima della calma con cui ho affrontato tutto.
Lei mi ha presentato il seguente quadro della situazione:
Lui si è presentato come un fico, maturo, con eseprienze di convivenza alle spalle, colui che era l'unico tra i due capace "di guidare la carretta".
Io sicuramente più inesperta, ma molto aperta, libera da precedenti esperienze, e soprattutto sincera.
Lui narcisista, ma che aveva nascosto bene questo suo lato.
Lui si rende conto che la vita a due significa anche dare attenzioni all'altra.
Lui che vive questa vita a due come unico "detrimento" delle sue energie.
AMARE non è per lui uno scambio che porta ad una crescita insieme, AMARE è percepito come uno sforzo immane a dare, ma senza la sua capacità di ricaricarsi grazie all'amore dell'altro.
AMARE per me significa dare e provare piacere nel dare, ed essere contenta di un suo sguardo di una sua carezza, di un suo "TI AMO"
In tutto ciò lui si sente molto confuso. Lui con più eseprienza, lui più grande, ora non sa che fare, è confuso, naviga a vista, non ho chiaro quello che vuole nella vita.
Io sono diventata il punto fermo della coppia, io sono colei che le idee chiare su dove voglio andare, io sono colei che "tira la carretta".
Io ho capito che tipo è: è come se credesse di avere a disposizione un TOT di Amore che in parte ha già dato e quindi ora lo centellina. Non è capace di darsi, e questo si riflette anche sul fatto che non vuole figli. per lui sono solo rotture di coglioni, non riesce a comprendere l'amore che ti può tornare indietro...
e tutto questo per il suo narcisimo.

PROSSIMI PASSI:
visto che ho la situazion sempre più chiara, dovrò trovare il modo di esporgliela nel modo migliore e suggerigli di parlarne con qualcuno del mestiere per capire dove sta l'intoppo.
Lui potrà dire che la storia è vera, o almeno verosimile e procedere verso la soluzione (una volta individuato e accettato il problema la soluzione è vicina)
Oppure potrà non riconoscersi in nulla e allora non potremo stare insieme.
La cosa triste è che già so che con le persone narcisiste la terapia non funziona, perchè loro non sono propensi a mettersi in discussione.
staremo a vedere

lunedì 2 novembre 2009

come volevasi dimostrare

Week end passato con tranquillità, il massaggio shatzu fatto sabato mattina con allegata chiacchierata con la ragazza che mi ha fatto il massaggio mi ha rimeso al mondo, avevo deciso che dovessi lasciar correre, che tanto il mio equilibrio è più importante di tutto e quindi non ho fatto domande, sono stata allegra, insomma stavo bene.. almeno apparentemente.
Due cose, però, mi hanno disturbato tantissimo:
la prima il sentimento di invidia (non sono mai stata una persona invidiosa, non ho mai saputo che volesse dire essere invidiosi) che ho provato nei confronti della compagna del nipote che ha deciso di fare un bambino non appena rientrerà dalla cassa integrazione.. ciò che fa parte del percorso normale di una coppia per lui sembra essere la cosa più assurda del mondo
la seconda, che rappresenta la goccia che ha fatto traboccare il vaso, è stata stamattina.
ero davanti allo specchio a truccarmi, mentre lui si faceva la barba e mi è venuta in mente una scena di circa un anno fa in cui lui in macchina mi guarda e mi parla di "consapevolezza", mai come prima era stato più consapevole dell'amore nei miei confronti e di quello che voleva da lui e da me..e insieme a questo ricordo mi sono chiesta che fine avesse fatto ora quella "consapevolezza"
evidentemente questo pensiero mi ha reso così assorta che mi ha chiesto "a che cosa pensi?" e io "ho fatto un pensierone... ti ricordi la consapevolezza? mi chiedevo che fine avesse fatto o se fossi ora consapevole del contrario..."
Silenzio.
gelo.
e poi "bè la seconda"
silenzio.
gelo.
"stai scherzando?" gli dico
Nessuna risposta solo sue domande del tipo "che cosa vuoi da me" e mie risposte "non voglio niente solo la verità, io non ci voglio stare con una persona che non mi ama" e poi battute cretine, per non rispondere alla domanda principale, che sono sfociate in un "certo che sto scherzando, vai a lavoro serena e tranquilla"
inutile dire che questa risposta di circostanza non mi ha convinto affatto. Ora ci sto a lavoro, e sono davvero serena e tranquilla.
Perchè la corda si è rotta, perchè sono stata troppo buona, perchè tutte le nostre chiacchierate in questi giorni sono state monche di una decisione, che lui non ha le palle di prendere, e che allora ho preso io.
Non mi farò prendere per il culo ulteriormente.
Non mi prenderò per il culo io per prima, la porta è quella bello mio devi capire che a certe affermazioni corrispondono poi delle azioni. non si possono dire certe cose e poi non fare nulla...
Ma soprattutto: CREDO CHE SI POSSANO SUPERARE TUTTI I PROBLEMI DEL MONDO SE C'E' L'AMORE.
e visto che lui giorni fa mi ha detto che si è disamorato e stamattina mi dice "per scherzo" che è consapevole del NON amore che prova nei miei confronti non c'è più nessun problema da affrontare.
 
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